atto amministrativo

Termine per impugnare l’atto amministrativo

Il Consiglio di Stato chiarisce da quando decorre il termine per impugnare l’atto amministrativo del quale non vi sia stata notificazione o comunicazione. L’eccezione sollevata dal Comune si sostanzia nella circostanza che “l’opera pubblica cui era preordinata la procedura espropriativa in contestazione (un istituto scolastico) è stata realizzata nell’anno 2000 e fronte di ciò gli interessati si sono attivati per l’impugnazione solo nell’anno 2006, ben oltre quindi il termine decadenziale previsto per l’impugnativa della procedura ablatoria”.

Come può ben evincersi dal richiamato passaggio il termine decadenziale era inesorabilmente elasso. Tuttavia i Giudici di palazzo Spada “salvano” l’impugnazione facendo corretta applicazione dell’art. 41 c.p.a. (secondo comma).

Ebbene i ricorrenti adducono prove certe in ordine al momento di “piena conoscenza” dell’atto impugnato. Dunque, esaminati gli orientamenti giurisprudenziali di maggior rilievo, il Consiglio di Stato giunge a pronunciare il seguente principio di diritto:

“il termine per l’impugnazione di un atto amministrativo per il quale non vi è stata la notificazione o comunicazione decorre dalla piena conoscenza dello stesso da parte dell’interessato.

La “piena conoscenza” coincide con la percezione dell’esistenza di un provvedimento amministrativo e degli aspetti che ne rendono evidenti la lesività della sfera giuridica del potenziale ricorrente, in modo da rendere percepibile l’attualità dell’interesse ad agire contro di esso.

La consapevolezza dell’esistenza del provvedimento unitamente alla sua lesività integra la sussistenza di una condizione dell’azione, rimuovendo in tal modo ogni ostacolo all’impugnazione dell’atto, determinandosi in tal modo la piena conoscenza indicata dalla norma”.

Scarica qui la sentenza esplicata nei passaggi fondamentali Consiglio di Stato 8 settembre 2016 n 3825