Società a partecipazione pubblica e profili di giurisdizione: il caso Alitalia

L’Alitalia “svolge un’attività economica e commerciale in regime di mercato libero e la sua veste giuridica non rappresenta un mero schermo di copertura di una struttura amministratura pubblica”; pertanto, le azioni di responsabilità proposte nei confronti degli amministratori appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.

Questo è quanto statuito dalle Sezioni Unite civili nell’ordinanza 23306 del 13.11.2015 (che in allegato si schematizza ed evidenzia nei passaggi fondamentali: Sez. Un. 23306 del 2015).

La controversia origina dal ricorso con cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze, socio pubblico dell’ex compagnia di bandiera, chiedeva il risarcimento dei danni arrecati dai presidenti, amministratoti delegati, componenti del consiglio di amministrazione e dirigenti Alitalia S.p.A. dinanzi alla Corte dei Conti della Regione Lazio. I soggetti chiamati a risarcire il danno ritenevano piuttosto sussistente la giurisdizione del giudice ordinario, e per questa via proponevano regolamento preventivo di giurisdizione dinanzi alla Corte di Cassazione.

L’ordinanza in commento permette alle Sezioni Unite di ripercorrere i principi giurisprudenziali affermati in tema di giurisdizione sulle azioni di responsabilità per i danni arrecati al patrimonio delle società partecipate.

La Suprema Corte osserva che, in via generale, controversie siffatte sono attratte alla giurisdizione del giudice ordinario: ciò accade, in particolare, dal momento che tra il soggetto agente e il socio pubblico non è ravvisabile un rapporto di servizio, né tantomeno il danno inferto produce effetti diretti verso lo Stato, a ciò opponendosi la struttura societaria. In sostanza, il danno è arrecato alla società, e solamente in via mediata ai soci che la compongono, con la conseguenza che l’azione va proposta dinanzi al giudice ordinario.

Diversamente, la giurisdizione si radica in capo alla Corte dei Conti quando il danno si produca direttamente nei confronti dell’ente pubblico, oppure quando il rappresentante dell’ente stesso non eserciti i propri diritti di socio, in modo da pregiudicare il valore della partecipazione pubblica.

Se questi sono i  principi di carattere generale, le Sezioni Unite individuano delle situazioni particolari, nelle quali lo speciale statuto legale di una determinata società partecipata comporta la giurisdizione del giudice contabile.

Non  costituisce una vera e propria deroga, in tal senso, l’ipotesi in cui l’azione di responsabilità venga proposta nei confronti dell’amministratore di una società cd. in house, per le quali, essendo necessaria la partecipazione pubblica totalitaria, si ritiene trattarsi di longa manus della pubblica amministrazione. Da ciò consegue che manca alterità soggettiva tra la componente societaria e quella pubblica, e dunque la giurisdizione spetta alla Corte dei Conti. Tuttavia queste acquisizioni dovranno essere eventualmente rivisitate quando scadrà il termine di recepimento della direttiva 2014, nella quale si prevede per la prima volta la possibilità di partecipazione privata alla società in house.

Ben più peculiari sono i casi in cui la giurisdizione del giudice contabile venga ravvisata in relazione ad alcune società partecipate, quali la Rai Radio televisione italiana spa, l’Enav spa e l’Anas spa, in ragione della loro natura sostanziale di ente pubblico ed in spregio della veste societaria (in ciò confermando la teoria della neutralità della forma societaria).

Così ricostruito il quadro giurisprudenziale, le Sezioni Unite provvedono alla soluzione del caso concreto nel modo suesposto.

Osservano come l’Alitalia sia stata interessata, già a partire dagli anni ’80 di un progressivo e continuo processo di liberalizzazione, che ha proiettato la società nel mercato del trasporto aereo.

Affermano, inoltre, anche in virtù di precedente decisione della Commissione Europea (97/789/CE), che l’erogazione da parte del socio pubblico di capitali a favore di Alitalia debba essere considerata come un “normale procedimento privatistico quali forme di partecipazione al capitale sociale”. Ciò in considerazione del fatto che Alitalia agisce sul mercato nazionale ed internazionale in condizioni di parità con gli altri operatori, tanto che essa non viene più ritenuta “compagnia di bandiera”.

Se queste sono le premesse, allora le Sezioni Unite hanno gioco facile nel ritenere insussistente il rapporto di servizio, in quanto “dal momento della liberalizzazione del settore, Alitalia si trova a svolgere il normale ruolo di operatore di mercato”.

Infine, ad adiuvandum, si sottolinea che la circostanza che Alitalia presenti una struttura societaria non desti alcuna perplessità, dal momento che essa si caratterizza per un “carattere spiccatamente e concretamente civilistico”. In altri termini, non vi sono deroghe legislative che possano far pensare ad una deviazione di disciplina rispetto alle disposizioni del codice civile.

In virtù di tali esaurienti e condivisibili  argomentazioni, le Sezioni Unite hanno ritenuto sussistente la giurisdizione del giudice ordinario e, per l’effetto, dichiarato il difetto di giurisdizione della Corte dei Conti.

Sez. Un. 23306 del 2015

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