molestie sessuali

Molestie sessuali: per la Cassazione si “alza” la soglia di punibilità

La pronuncia della Corte di Cassazione penale del 10 febbraio 2016 n. 5515 definisce il concetto di atti sessuali rientranti nell’applicabilità dell’art. 609 bis cod.pen.. La Suprema Corte fa rientrare nella fattispecie penalmente rilevante qualsiasi atto che, risolvendosi in un contatto corporeo tra soggetto attivo e soggetto passivo, ancorché fugace ed estemporaneo, sia finalizzato e normalmente idoneo a porre in pericolo la libertà di autodeterminazione del soggetto passivo nella sua sfera sessuale.

Secondo canoni scientifici e culturali anche i palpeggiamenti ed i toccamenti, tesi a soddisfare il piacere sessuale o a suscitarne lo stimolo, a prescindere dalle intenzioni dell’agente e purchè questi sia consapevole della natura oggettivamente “sessuale” dell’atto posto in essere con la propria condotta cosciente e volontaria, possono costituire una indebita intrusione nella sfera sessuale; ed il riferimento al sesso non deve limitarsi alle zone genitali, ma comprende pure le cosiddette zone “erogene” ovvero quelle parti del corpo ritenute stimolanti dell’istinto sessuale dalla scienza medica, psicologica ed antropologica-sociologica.

Sicchè anche il palpeggiamento dei glutei non può non rientrare, quand’anche fugace o repentino, nella nozione di “atti sessuali” .Costituisce pertanto violenza sessuale punibile ai sensi dell’art. 609 bis cod.pen. il palpeggiamento dei glutei.

La sentenza si segnala per un aspetto: anche il gesto compiuto con finalità di irrisione è qualificabile come atto sessuale punibile ai sensi dell’art. 609 bis c.p., allorquando, per le caratteristiche intrinseche dell’azione, rappresenti, come nella specie è stato, un’intrusione violenta nella sfera sessuale della vittima. Dunque, come già accaduto per i reati di violenza sessuale a mezzo internet, si amplia la soglia di punibilità per tutti quei comportamenti che rappresentino una lesione della sfera intima e personale del soggetto passivo.

 

Scarica qui la sentenza esplicata nei passaggi fondamentali:

Cassazione penale del 10 febbraio 2016 n. 5515

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