Concorso Agenzia delle Entrate: la misura più idonea è l’immediata sospensione del concorso

il Consiglio di Stato intima l’ultimatum all’Agenzia. I concorrenti sono in spasmodica attesa.

 

Dopo la “pioggia di ricorsi” contro il concorsone indetto dall’Agenzia delle Entrate il Consiglio di Stato, con ordinanza cautelare emessa il 18 dicembre 2015, lascia trapelare serie indiscrezioni sull’opportunità di sospendere il tutto.

Il Consiglio di Stato viene investito dai ricorrenti per la riforma dell’ordinanza cautelare del TAR Lazio con cui è stato respinta l’istanza di sospensiva proposta in primo grado. Detta istanza mira a paralizzare il concorso indetto dall’Agenzia delle Entrate per la “Selezione di 892 unità per la terza area funzionale, fascia retributiva F1, profili professionale funzionario, per attività amministrativo tributaria”.

In primo grado il TAR Lazio con ordinanza cautelare nr. 2144/2015 del 20 maggio 2015 ha rigettato l’istanza di sospensione del provvedimento. Il Consiglio di Stato con l’ordinanza che segue provvede su una questione molto delicata: sospendere o meno il concorso. Concorso che ha coinvolto migliaia di persone; e quindi, conscienti delle difficoltà di adottare una simile decisione, i Giudici di palazzo Spada prima di decidere hanno passato in rassegna una serie di valutazioni.

Su tutte occorre considerare che con ord. cautelare del 29 luglio 2015 (n. 3318) il Consiglio di Stato aveva già previsto l’esecuzione di un’ordinanza cautelare di sospensione del provvedimento di indizione del Bando, per non aver assicurato “la priorità agli idonei che sono inseriti in graduatorie finali ancora vigenti a seguito di concorsi per assunzioni a tempo determinato”. In questo modo il Consiglio di Stato ha evitato il rischio di frustrazione della ratio normativa. L’Amministrazione, tuttavia allo stato non ha ancora provveduto secondo le indicazioni fornite nell’ordinanza di luglio; ecco perché si è reso necessario intervenire di nuovo sulla questione.

Il 17 dicembre il Consiglio di Stato, quindi, espressamente afferma che “la misura più idonea ed efficace a tutelare la posizione degli istanti sarebbe l’immediata sospensione dell’intera procedura concorsuale, accompagnata dalla declaratoria di inefficacia di tutti gli atti posti in essere dopo il deposito dell’ordinanza”. Questo, però, implicherebbe la paralisi di tutta la macchina concorsuale con conseguente grave danno per tutti gli altri concorrenti. Ecco perché il Consiglio di Stato sceglie la via più saggia e prudente, optando di ordinare all’Amministrazione di adottare, nel termine di 40 giorni dal deposito dell’ordinanza, atti di effettiva salvaguardia delle posizioni dei ricorrenti sub specie di stralcio delle risorse necessarie alla loro assunzione e/o di congrua riduzione dei nr. 892 posti messi a concorso nella procedura per cui è causa.

In altre parole il Consiglio di Stato pur potendo porre nel nulla (giustamente) tutta la procedura concorsuale, fa una valutazione di opportunità, di comparazione di interessi contrapposti e sceglie il bilanciamento degli interessi: non sospende la procedura ma ordina all’Amministrazione di porre in essere ogni atto idoneo a salvaguardare le posizioni dei ricorrenti. In altre parole “la palla” passa all’Agenzia, la quale entro 40 giorni dovrà adottare i provvedimenti più opportuni a garantire interessati e controinteressati. Sembra una vittoria di Pirro, non ci resta che attendere le determinazioni dell’Agenzia.

Cons. di Stato ord. cau. 5622 del 18 dicembre 2015

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