La legittimazione del Codacons all’accesso agli atti delle procedure di Expo 2015

Con la sentenza n. 4644 il Consiglio di Stato (del 06.10.2015) si è pronunciato sulla legittimazione del

Codacons ad accedere agli atti afferenti le procedure per la selezione dei partner e degli sponsor di Expo 2015, ma coglie anche l’occasione per fare il punto sullo stato della giurisprudenza amministrativa in tema di diritto di accesso e relativi presupposti di esperibilità.

In disparte le natura sulla natura della posizione giuridica soggettiva sottesa all’accesso, ad oggi non ancora del tutto sopita, nella sentenza de quo il Consiglio di Stato si concentra sulla latitudine applicativa del diritto di accesso, e a tal fine ripercorre le coordinate ermeneutiche tracciate nel 2012 dall’Adunanza Plenaria (n.7).

In particolare si osserva come la normativa in tema di accesso non abbia introdotto un sistema di controllo generalizzato sull’attività della Pubblica Amministrazione, dal momento che “l’interesse che legittima la richiesta di accesso, oltre ad essere serio e non emulativo, deve essere <<personale e concreto>>, ossia ricollegabile alla persona dell’istante da uno specifico nesso”, non potendo mai essere sufficiente il mero interesse della collettività acchè l’attività amministrativa sia informata al rispetto dei principi di legalità e buon andamento.

Medesime conclusioni devono essere seguite anche nel caso in cui l’istanza di accesso sia stata formulata dall’associazione dei consumatori.

In proposito si ritiene che , in astratto, non si può disconoscerela possibilità di accedere ad atti afferenti ad interessi che coinvolgano la platea dei consumatori e degli utenti di pubblici servizi; tuttavia detto riconoscimento non può spingersi sino al punto di “esercitare un potere di vigilanza a tutto campo”.

Ciò che conta è che l’accesso si rivolga contro atti dai quali derivi la legittimazione ad agire al fine di inibire comportamenti o atti immediatamente lesivi.

Nel caso di specie detto interesse non viene ravvisato, in quanto gli atti per i quali era stato richiesto l’accesso concernevano singole procedure di scelta, di per sé non tali da ledere l’interesse dei consumatori; per questa via l’appello del Codacons è stato rigettato.

La sentenza in commento, dunque, si pone nel solco della giurisprudenza amministrativa consolidata a partire dal 2012, mostrandosi, da un lato, propensa ad allargare le maglie della legittimazione all’accesso, ma dall’altra, nelle applicazioni pratiche, continua a rimane sulle proprie tradizionali posizioni.

c.st. 4644 del 2015

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