LA DATA NEL TESTAMENTO OLOGRAFO. CASSAZIONE SENTENZA N. 23014/15.

Con la sentenza n. 23014/15 la Seconda Sezione della Corte di Cassazione si occupa della validità di un testamento olografo privo di data, ma contenente una dichiarazione precipua di togliersi la vita.

La fattispecie, pertanto, è sussunta nell’alveo dei requisiti formali necessari che il testamento olografo deve contenere per esser giudicato valido e produttivo di effetti giuridici.

La vicenda sorge in relazione alla impugnazione di un testamento per una serie di ragioni fra cui spicca, oltre l’incapacità del testatore, quella concernente la mancanza della data nella scheda testamentaria.

Situazione valutata, in primo grado, come invalida per difetto di sottoscrizione autografa e per mancanza della data mentre, in sede di gravame, era giudicata come pienamente valida, seppur mancante della data, poiché la stessa era ritenuta desumibile dalle inequivoche espressioni utilizzate dal testatore.

Dinnanzi a questo contrasto tra le corti fu proposto ricorso in cassazione per violazione del combinato disposto degli artt. 602 e 606 c.c. Combinato concernente i requisiti formali del testamento olografo e le ipotesi di nullità o annullamento che lo possono interessare.

In particolare l’art. 602 c.c. statuisce al primo comma che “il testamento olografo deve essere scritto per intero, datato, e sottoscritto per mano del testatore”; al terzo comma che “la data deve contenere l’indicazione del giorno, mese e anno. La prova della non verità della data è ammessa solo quando si tratta di giudicare della capacità del testatore, della priorità di data fra più testamenti o di altra questione da decidersi in base al tempo del testamento”. L’art. 606 c.c. invece disciplina al terzo comma gli “altri difetti di forma” produttivi di annullamento (con termine di prescrizione di un lustro) in luogo della nullità dell’atto sancita nel primo comma.

Da ciò si deduce, per la suprema corte, che tale species di testamento al pari di quello segreto e pubblico rappresenta un “negozio mortis causa solenne avente carattere formale (negozio a forma vincolata)”. Di conseguenza la sua validità è saldata all’ossequio di requisiti di forma ad substantiam.

L’inosservanza di ciò produce una invalidità ex art. 606 c.c. Inoltre, la corte specifica che per il testamento olografo i requisiti formali tassativamente individuati sono costituiti dalla scrittura a mano, dalla data e dalla sottoscrizione.

Nel caso di specie, pertanto, si indaga lo statuto della data anche in relazione alla giurisprudenza pregressa rispetto cui la corte afferma di non doversi discostare.

Circa la data la corte si allinea a una giurisprudenza consolidata che interpreta la data come un precipuo requisito formale che di norma deve contenere cumulativamente la indicazione del giorno del mese e dell’anno, in cui il testamento è redatto dal testatore, salvo casi di indicazione di eventi eccezionali e specifici nella scheda relativi anche a uno o due degli elementi richiamati (elezione del Papa nell’anno 2009, Pasqua 2014 ecc).    Determinando in caso contrario la invalidità dello stesso testamento ed escludendo che si possa ammettere una sanatoria dell’atto per via della sua idoneità a disciplinare gli aspetti patrimoniali che contiene.

Aggiunge poi che trattandosi di un requisito previsto per legge non potrà ricavarsi aliunde da elementi estranei alla scheda testamentaria e che “la invalidità deve essere subordinata all’incidenza in concreto dell’omissione della data sui rapporti dipendenti dalle disposizioni testamentarie”.

Pertanto, perviene a determinare che la mancanza della data costituisce una lacuna formale da cui discende la possibilità di una impugnazione ex art. 606 co. 2 c.c., nel termine di prescrizione previsto, fondato esclusivamente su questa mancanza dell’atto solenne di testamento.

Realtà differente da quella ricavabile, invece, dal secondo alinea del co. 3 dell’art. 602 c.c. inerente la non veridicità della data apposta e rilevabile nelle tre ipotesi descritte dalla norma ( capacità del testatore, priorità fra date di più testamenti, o di altre questioni relative al tempo).

Applicando tali postulati nel casus la corte riconosce un errore della corte di appello in quanto quest’ultima riteneva ricavabile la data dalle dichiarazioni espresse dal de cuius. In realtà le espressioni “oggi finisco di soffrire”, “vi saluto e la faccio finita” ecc, rappresentano dichiarazioni esterne alla scheda e di conseguenza incapaci di surrogarsi al requisito richiesto. Incapacità sancita anche dal fatto che tale tipologia di esternazioni non rientrano nemmeno nel novero di affermazioni equipollenti alla data come il rinvio a fatti notori o a date universalmente riconosciute come ad esempio Natale o Capodanno 2000 ecc, in cui la data è ricavabile in virtù della conoscenza dell’uomo medio e che al contempo costituisce un evento dotato di una data certa.

Alla luce di ciò la corte reputa la situazione indagata nella scheda impugnata lesiva della norma in quanto la data è saldata a un evento non tanto esterno al testatore, ma incerto e futuro nel suo perferzionarsi come il suicidio. Evento per sua natura reputato incerto nell’an così come nel quando. Nell’an in quanto il soggetto poteva ripensarci, nell’quando poiché poteva anche decidere di ritardare l’atto senza che si pervenga ad una certezza della contemporaneità fra la scrittura e l’atto come dimostra anche la possibilità che il suicidio accada dopo lo scoccare della mezzanotte. Inoltre, rileva la corte che in caso di suicidio l’evento morte è accertato dal medico legale.

Così procedendo si perviene a determinare una data in maniera incerta e attraverso un apporto esterno che vulnera quanto sancito dall’art. 602 c.c.

In conclusione, di conseguenza, la cassazione sancisce che “in tema di validità di un testamento olografo, nel caso in cui il testatore, in seno ad una scheda testamentaria priva di data, affermi che il testamento è stato redatto nello stesso giorno di un avvenimento ancora da definirsi ( come il suicidio), la scheda testamentaria deve considerarsi priva della data prescritta ex art. 602 c.c. e, perciò, il testamento è annullabile ai sensi dell’art. 606 co 2 c.c”.

Sentenza_23014_2015

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