risarcimento danni terzo trasportato

Il risarcimento del danno subito dal terzo trasportato

La risarcibilità del danno nei confronti del terzo trasportato riceve compiuta disciplina legislativa nell’art. 141 del D.lgs 209/2005 (Codice delle Assicurazioni private).

Prima della pronuncia in esame l’orientamento maggioritario interpretava l’art. 141 nel senso di riconoscere il ristoro del danno nei confronti del terzo trasportato in ragione della “collisione” tra veicoli; negando la pretesa risarcitoria tutte le volte in cui il danno si fosse prodotto nella sfera giuridica del terzo senza che fosse incorso un sinistro con collisione tra i veicoli.

La sentenza della Corte d’Appello ( scaricabile esplicata nei passaggi fondamentali qui: Corte appello L’Aquila, sez. I, 30 marzo 2016, n. 355), sovvertendo l’orientamento maggioritario, riconosce per la prima volta al terzo trasportato il diritto a pretendere il risarcimento del danno subito per effetto di un sinistro in cui il veicolo non ha subito collisioni. Nella pronuncia in parola si legge “la disciplina del risarcimento in favore del terzo trasportato, di cui all’art. 141 del d.lg. n. 209 del 2005, trova applicazione anche nel caso in cui l’incidente si sia verificato con il coinvolgimento del solo veicolo vettore, presupponendo la norma esclusivamente la sussistenza di un sinistro e di un danno (nella specie, la vettura su cui il terzo era trasportato era terminato fuori dalla sede stradale a causa dell’attraversamento di un animale selvatico)”.

Ad essere di grande interesse è il percorso logico argomentativo compiuto dal Collegio.

Partendo dal dato normativo e dalla giurisprudenza costituzionale i Giudici forniscono un’interpretazione costituzionalmente orientata del dispositivo. Il punto di partenza è l’esigenza di fornire al terzo trasportato uno strumento aggiuntivo di tutela, al fine di agevolare il conseguimento del risarcimento del danno nei confronti dell’impresa assicuratrice, risparmiandogli l’onere di dimostrare l’effettiva distribuzione della responsabilità tra i conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro. Secondo la Corte Costituzionale il terzo trasportato è un soggetto debole. Come già avvenuto per la disciplina consumeristica si attribuisce al terzo trasportato la qualità di soggetto “debole” del rapporto,, ovvero di soggetto al quale l’ordinamento deve attribuire una tutela rafforzata in ragione della peculiare condizione giuridica e fattuale in cui versa nell’ambito del contesto dei rapporti tra Assicuratore e Assicurato. Il principio cardine è quello secondo cui “nessuno può subire effetti giuridici negativi nella propria sfera giuridica laddove non li abbia espressamente approvati con consenso legittimamente prestato”. Dunque il terzo trasportato, nella qualità di soggetto esterno al rapporto contrattuale di assicurazione non può non essere risarcito in conseguenza di una lesione subita. Risarcimento che deve seguire necessariamente le indicazioni normative dell’art. 141 Codice delle Assicurazioni e quindi trattasi di tutela contrattuale. Il punto critico della giurisprudenza è stato quindi individuato non tanto nella risarcibilità del danno subito, ne tantomeno della natura contrattuale del danno, bensì nella circostanza secondo cui il danno subito dal terzo trasportato si sia verificato a seguito di un sinistro senza collisione. Alla luce dei suddetti principi, è possibile ritenere che la disciplina ex art. 141 del Codice delle Assicurazioni costituisca il portato dell’ormai consolidato indirizzo giurisprudenziale secondo cui l’art. 2054 c.c.. esprime, in ciascuno dei commi che lo compongono, principi di carattere generali applicabili a tutti i soggetti che, si badi bene, dalla circolazione dei veicoli (e non solo dalla collisione dei medesimi) ricevano danni e, quindi, anche ai trasportati, qualunque sia il titolo del trasporto. Pertanto, sotto il profilo oggettivo, ai fini della invocabilità della previsione ex art. 141 D.Lgs. 209/2005 non sono previste preclusioni a seconda che il sinistro sia avvenuto o meno a seguito della collisione tra più veicoli. La norma, come già si è avuto modo di sottolineare, presuppone solamente la sussistenza di un sinistro e un danno subito dal terzo trasportato ma non esige affatto, per l’integrazione della sua fattispecie che il medesimo si sia verificato a seguito dello scontro tra almeno due automezzi. In conclusione, alla luce della ratio legis come sopra individuata e dell’interpretazione sistematica dell’art. 141 del Codice delle Assicurazioni deve ritenersi che la disciplina del risarcimento diretto a favore del terzo trasportato trovi applicazione anche nei casi, come quello de quo, di incidente stradale causato dal solo vettore, del quale costui – o il proprietario del veicolo trasportante – debbano rispondere a titolo di responsabilità contrattuale o extracontrattuale ex art. 2054 c.c..

Scarica qui il testo integrale della sentenza esplicata nei passaggi fondamentali Corte appello L’Aquila, sez. I, 30 marzo 2016, n. 355