sostituzione di persona

Sostituzione di persona può configurarsi reato anche quando si mostra un documento falso.

La questione presenta una duplice fattispecie criminosa: sostituzione di persona e possesso di documento falso.

Nel caso di specie l’imputata era stata assolta in primo grado per il reato di possesso di documento falso in quanto lo stesso si palesava grossolanamente artefatto. Inoltre la difesa, in relazione alle contestazioni mosse, ha eccepito la configurabilità del reato impossibile ex art. 49 comma II c.p. I Giudici di legittimità, sulla scorta della giurisprudenza maggioritaria, confermano le statuizioni dei Giudici di prime cure.

La Corte, con la sentenza in commento ( scarica qui il testo esplicato nei passaggi fondamentali Cassazione penale, sez. V, 29 febbraio 2016 n 8278) afferma che il delitto di sostituzione di persona è configurabile anche nella forma del tentativo che sussiste quando l’agente abbia usato uno dei mezzi fraudolenti indicati nell’art. 494 c.p. senza riuscire ad indurre in errore taluno. Infatti, l’induzione in errore è elemento costitutivo del reato di sostituzione di persona, sicchè, in mancanza di essa, può configurarsi il tentativo.

Al fine di meglio comprendere il portato applicativo della sentenza in esame è opportuno ripercorrere le linee essenziali del delitto in parola. L’oggetto giuridico tutelato dal capo IV del Titolo VII del Codice Penale è quello della fede pubblica così come per i reati di cui capo I, II, e III del detto titolo.

Nel caso di specie l’inganno, benché rivolto verso una specifica persona può avere effetti verso un numero indeterminato di soggetti. la Suprema Corte ha affermato che “Oggetto della tutela penale, in relazione al delitto preveduto nell’articolo 494 c.p., è l’interesse riguardante la pubblica fede, in quanto questa può essere sorpresa da inganni relativi alla vera essenza di una persona o alla sua identità o ai suoi attributi sociali. E siccome si tratta di inganni che possono superare la ristretta cerchia d’un determinato destinatario, così il legislatore ha ravvisato in essi una costante insidia alla fede pubblica, e non soltanto alla fede privata e alla tutela civilistica del diritto al nome” (Cassazione penale n. 46674/2007).

Il reato si consuma allorquando il soggetto passivo viene indotto in errore e la forma del tentativo è giuridicamente configurabile nel momento in cui “l’agente abbia usato uno dei mezzi fraudolenti previsti dall’ art. 494 c.p., ma senza riuscire ad indurre in errore taluno” (Cassazione n. 2543/ 1985).

La Suprema Corte in occasione di questa pronuncia segue l’orientamento consolidatosi sino ad oggi. La condotta del delitto di sostituzione di persona si configura come delitto tentato anche “quando l’agente abbia usato uno dei mezzi fraudolenti indicati nell’art. 494 c.p. senza riuscire ad indurre in errore taluno”.

Inoltre nella fattispecie in esame la Corte esclude il concorso con il delitto di “possesso di documenti falsi” ex art. 497 bis c.p. .

La Corte ancora afferma che il delitto di sostituzione di persona possa ritenersi assorbito in altra figura criminosa solo quando ci si trovi in presenza di un unico fatto, contemporaneamente riconducibile sia alla previsione di cui all’art. 494 c.p., sia a quella di altra norma posta a tutela della fede pubblica; per contro, si ha concorso materiale di reati quando ci si trovi in presenza di una pluralità di fatti e quindi di azioni diverse e separate.

I giudici di legittimità, già in precedenti occasioni, hanno escluso l’assorbimento del reato di cui all’articolo 494 del Codice Penale in quello di falsità materiale posto che si è trattato sicuramente di condotte plurime ascrivibili all’imputato che ha prima falsificato i documenti di identità e se ne è poi servito per giustificare il passaggio alla frontiera (Cassazione n. 2540/2010).

In conclusione la pronuncia si segnala poiché afferma il seguente principio di diritto il delitto di sostituzione di persona è configurabile anche nella forma del tentativo, che sussiste quando l’agente abbia usato uno dei mezzi fraudolenti indicati nell’art. 494 c.p. senza riuscire ad indurre in errore taluno. Infatti, l’induzione in errore è elemento costitutivo del reato di sostituzione di persona, sicchè, in mancanza di essa, può configurarsi il tentativo.

 il testo della sentenza lo puoi scaricare qui Cassazione penale, sez. V, 29 febbraio 2016 n 8278