Il Consiglio di Stato fa breccia nei concorsi pubblici: l’Agenzia delle Entrate costretta a fermarsi

 

Il Consiglio di Stato con le due ordinanze cautelari che seguono ha provveduto in ordine all’appello cautelare proposto dai concorrenti del concorso indetto dall’Agenzia delle Entrate per l’assunzione, a tempo indeterminato, di 892 unità.

Con bando n.prot. 26329/2015 il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha disposto una selezione di 892 funzionari per attività amministrativo-tributaria. In base all’art. 4 del suddetto bando, la procedura, connotata da identiche caratteristiche per tutti i partecipanti, è stata suddivisa nella fase della prova oggettiva attitudinale, della prova oggettiva tecnica-professionale, nonché di un tirocinio tecnico-pratico integrato da una prova finale orale.

Ogni prova attitudinale è caratterizzata dall’espletamento di c.d. quiz preselettivi.  Per “passare” dalla prova oggettiva attitudinale alla prova tecnica-professionale è necessario superare una certa soglia di sbarramento; indicata all’art. 5.3 del bando ( Sono ammessi alla prova oggettiva tecnico-professionale i candidati che riportano il punteggio di almeno 24/30 e rientrano in graduatoria nel limite massimo di cinque volte il numero dei posti per i quali concorrono. I candidati che si collocano a parità di punteggio nell’ultimo posto utile in graduatoria sono comunque ammessi alla prova oggettiva tecnico professionale). Già qui vi è un’imprecisione perché l’art. 7 comma I del D.P.R. 487/94 espressamente prevede l’ammissione del candidato alle prove successive previo il raggiungimento di un punteggio pari o superiore a 21/30. Dunque prevedere una soglia minima superiore (24/30) potrebbe essere indicativo di una violazione di legge e questo deve essere stigmatizzato innanzi al Giudice Amministrativo.

Altro elemento-condizione per l’ammissione alle prove successive è rientrare nel “numero di posti per il quale si concorre aumentato del 30%” ( l’art. 6, comma 3, fissa una soglia di sbarramento per l’ammissione al tirocinio teorico-pratico pari al punteggio di 24/30, nel limite dei posti per i quali si concorre aumentato del 30%  ).

Il ricorso è stato presentato al fine di far valere l’illegittimità delle clausole del bando, così come indicate, ed al fine di ottenere l’ammissione dei candidati-ricorrenti alle successive fasi di selezione in quanto gli stessi pur avendo raggiunto la “soglia di sbarramento” di 24/30 non sono passati alle successive prove in quanto non rientranti nel 30% di posti così come previsto dall’art. 6 comma 3 del bando.

In altre parole i candidati non ammessi hanno raggiunto la soglia di preparazione richiesta dal bando per “passare” alla prova successiva ma non sono stati ammessi a quest’ultima perché il bando aveva previsto che “passano” alla prova successiva i candidati in numero pari al 30% in più dei posti messi a bando. Si tratta chiaramente di un limite ingiustificato. Ed è per questo che il Consiglio di Stato nelle due ordinanze cautelari che seguono si è pronunciato in favore dei ricorrenti.

La Questione verrà trattata nel merito, nell’opportuna sede, ma la sensazione che si ha leggendo le parole del Consiglio di Stato è che si sia aperto più di uno spiraglio, non solo per i concorrenti di questo concorso.

Il Supremo Consesso amministrativo ha aperto una vera e propria breccia nel “sistema” dei concorsi pubblici. Già con una recentissima pronuncia il Consiglio di Stato, IV, ord. cau. 2960/2015 aveva disposto in egual modo in favore dei concorrenti esclusi.

A ciò si aggiungono tutte quelle pronunce tese a favorire la massima partecipazione nelle selezioni pubbliche come Consiglio di Stato 24 aprile 2012 n.2409.

In conclusione pare convincente l’idea che il sistema dei concorsi pubblici stia abbandonando quella struttura atavica e Kafkiana, fatta di complessi meccanismi tante volte oscuri e incomprensibili ( che molto spesso prestavano il fianco a dinamiche non proprio corrette).

Consiglio di Stato Ord.Cau. 4772 del 2015

Consiglio di Stato Ord.Cau. 4772 del 2015

Consiglio di Stato Ord. Cau. 4773 del 2015

Consiglio di Stato Ord. Cau. 4957 del 2015

Consiglio di Stato 2409 del 2012

 

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