Corte di Giustizia Europea sui limiti di età per l’accesso ad una professione

I limiti di età stabiliti nei bandi pubblici per l’assunzione di personale di polizia sono legittimi e non costituiscono un’ingiusta discriminazione.

È quanto si desume dalla sentenza della Corte-di-giustizia-europea-c-258 del 15 novembre 2016.

Secondo tale pronuncia le restrizioni in base all’età per i posti nelle forze armate sono giustificabili per la natura fisica delle attività richieste.

La Corte, pertanto, ha rigettato il ricorso di un cittadino spagnolo contro l’Accademia di Polizia dei Paesi Baschi.  Ha così stabilito che il limite di 35 anni d’età richiesto per l’accesso all’Accademia fosse legittimo.

Il contesto normativo di riferimento è rappresentato dalla direttiva europea 2000/78/CE, che regola la parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro.

La suddetta direttiva – ai considerando 18, 23 e 25 – stabilisce che le Forze Armate nonché i servizi di polizia non possono essere costretti ad assumere persone che non possiedano i requisiti necessari per svolgere l’insieme delle funzioni che sono chiamate ad esercitare.

Tuttavia in casi strettamente necessari e limitati la disparità di trattamento può essere giustificata quando l’età o un’altra caratteristica del candidato costituisca requisito essenziale per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

È quindi essenziale distinguere tra le disparità di trattamento che sono giustificate – in particolare – da obiettivi legittimi di politica dell’occupazione, mercato del lavoro e formazione professionale, e le discriminazioni che devono essere vietate”.

Sulla base di tali disposizioni la Corte di Giustizia Europea ha, dunque, ritenuto che il limite di età per l’accesso all’Accademia di Polizia dei Paesi Baschi (18-35 anni) non fosse discriminatorio.

Piuttosto il limite suddetto è da considerasi quale requisito essenziale e determinante per lo svolgimento dell’attività lavorativa in oggetto (ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2000/78).

Si tratta, infatti, di una professione che richiede il possesso di determinate condizioni fisiche legate all’età, che consentono di svolgere al meglio i compiti fisici e operativi assegnati al personale in questione.

Un agente della polizia della Comunità autonoma dei Paesi Baschi – grado per il quale era stato organizzato il concorso controverso nel procedimento principale – svolge essenzialmente funzioni operative o esecutive.

Queste ultime possono comportare il ricorso alla forza fisica, nonché il compimento di missioni in condizioni ardue, se non estreme.

Tutte condizioni, queste ultime, idonee a giustificare la fissazione di un limite massimo di età per l’accesso allo svolgimento di tale professione.

Potrebbe invece sorgere un dubbio nel caso in cui si provveda all’assunzione di personale non operativo, ma amministrativo.

In tal caso, considerato che il limite di età previsto dal bando è giustificabile in ragione dei particolari compiti operativi assegnati agli agenti, la soluzione dovrebbe essere opposta.

La Corte sembra quindi suggerire che, in relazione all’assunzione di personale amministrativo, la discriminazione in base all’età non sia legittima.

Se infatti, come viene stabilito, il limite di età ha senso per i lavori che presuppongono “un’attitudine fisica particolare” per la salvaguardia degli agenti stessi e dell’ordine pubblico, la discriminazione sarebbe illegittima per quelle funzioni che non richiedono la stessa prestanza fisica. Come ad esempio quelle amministrative.