Corte di Cassazione, ricettazione e riciclaggio: le nuove differenze

La Corte di Cassazione torna sull’annosa differenza tra i reati di riciclaggio e ricettazione.

Ecco la sentenza con il consueto schema facilitato: cass penale 19 gennaio 2016 n.1924

Nel caso di specie l’imputata ha monetizzato gli assegni provento di delitti commessi dal padre e dal fratello girando l’assegno rilasciato dalle vittime dei reati commessi dai suoi famigliari e versandolo su conti correnti intestati a persone che non erano coinvolti nel reato. Tutta l’operazione si è svolta in questi tre passaggi

  1. a) ricezione, da parte dell’imputata, degli assegni da parte degli autori dei delitti: in tal modo, veniva ostacolato il collegamento fra gli assegni con gli autori dei reati per effetto dei quali quegli assegni erano stati rilasciati dalle vittime;
  2. b) versamento dei suddetti assegni su conti correnti – sui quale l’imputata aveva la possibilità di operare – intestati a persone diverse dagli autori dei reati: in tal modo, il collegamento fra gli assegni con gli autori dei reati, diventava ancora più difficoltoso;
  3. c) monetizzazione degli assegni, con conseguente disponibilità del denaro a favore degli autori del reato i quali, quindi, alla fine di tutta questa operazione, si ritrovarono ad avere la disponibilità di denaro “pulito” non riconducibile agli assegni rilasciati a loro favore dalle vittime dei reati.

La ricorrente sostiene che l’operazione in questione è inquadrabile nella fattispecie del reato di ricettazione (art. 648 c.p.) che prevede una “forchetta” edittale più tenue rispetto al reato di riciclaggio (art. 648 bis c.p.).

La Corte nella sentenza in commento sovverte l’interpretazione dei fatti così come prospettata dalla ricorrente e coglie l’occasione per chiarire le differenze tra i due summenzionati delitti.

La prima differenza, afferma la Corte, attiene all’ elemento soggettivo: dolo specifico nella ricettazione; dolo generico nel riciclaggio.

Ma la differenza è ancor più evidente nell’elemento materiale. il reato di riciclaggio, punisce le condotte che impediscono di identificare la provenienza delittuosa del denaro, beni o altra utilità, mentre quello di ricettazione sanziona il soggetto che si limita a ricevere la cosa di provenienza delittuosa, senza modificarla e ripulirla dalle possibili tracce della propria illecita provenienza.

Fatte queste generali premesse la Corte esamina la fattispecie afferente il riciclaggio di assegni di denaro; fattispecie del tutto peculiare in quanto il bene, per la sua natura fungibile, una volta depositato in banca viene da questa “sostituito” automaticamente con denaro “pulito”.

I Giudici della Suprema Corte individuano un elemento distintivo a seconda del caso che si presenta e da questo ne fanno dipendere l’individuazione del reato.

Ove, infatti, l’imputato abbia versato sul proprio conto corrente assegni di provenienza illecita non alterando il titolo di credito ma limitandosi a falsificare le generalità del beneficiario o dell’istituto di credito emittente siamo nel campo applicativo della ricettazione.

Laddove, invece, l’imputato abbia compiuto una o più operazioni tese ad impedire (o anche solo a rendere difficile ) l’accertamento della provenienza del denaro ci troveremo nell’ambito applicativo del delitto di riciclaggio.

Analizzate queste fattispecie la Corte individua nel delitto di riciclaggio tre condotte (due nominate: la sostituzione ed il trasferimento; un’altra innominata: altre operazioni) finalizzate tutte ad “ostacolare la provenienza delittuosa” . In conclusione il principio di diritto espresso nella presente sentenza è il seguente: Si verifica un’ipotesi di ricettazione in tutti i casi in cui l’imputato monetizza l’assegno (di provenienza furtiva) al fine di procurare a sè o ad altri un profitto.

Si verifica, invece, un’ipotesi di riciclaggio in tutti quei casi in cui l’imputato si presti a monetizzare un assegno (di provenienza illecita) con operazioni tali “da ostacolare la provenienza delittuosa” e, quindi, a ripulire l’importo di denaro per il quale è stato emesso.

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