rapina impropria

Concorso di persone (110 cp) Concorso anomalo (116 cp): elementi differenziali

La circostanza che durante un furto solo uno dei due compartecipi compie atti di violenza o minaccia nei confronti della vittima non esclude di per se l’imputazione ex art 110 cp per entrambi i correi, ai due sarà anche imputabile l’aggravante delle piu persone riunite.

I due odierni appellanti sono stati ritenuti colpevoli, dalla Corte di appello, per il delitto di rapina impropria per aver, successivamente all’impossessamento di una somma di denaro dalla cassa di un supermercato, minacciato la commessa, pena aggravata in relazione all’aggravante della piu persone riunite.

Uno dei condannati ha contestato la sentenza di condanna lamentando violazione di legge con riferimento all’art. 110 cp in quanto l’autore delle minacce era stato esclusivamente il complice e in relazione al 116 cp in quanto la difesa sosteneva che il proprio assistito non avrebbe potuto prevedere la condotta (minacce) del compagno.

Entrambi i motivi di appello non meritano accoglimento per i giudici della Cassazione (Scarica qui il testo della SENTENZA annotata nei suoi passaggi chiave).

Per opinione consolidata della Cassazione, infatti, sussiste il necessario rapporto di causa ed effetto tra il reato di furto, inizialmente programmato e quelli di rapina impropria, commessi successivamente, poiche “è del tutto prevedibile che un compartecipe possa trascendere ad atti di violenza o minaccia nei confronti della parte lesa o di terzi, per assicurarsi il profitto del furto, o comunque guadagnare l’impunità”.

La giurisprudenza ha, in piu riprese, affermato la non atipicità ed imprevedibilità dell’uso della violenza da parte di uno solo dei concorrenti nel furto in danno delle persone intervenute per bloccarlo e dunque che la rapina impropria non costituisce un evento atipico ed imprevedibile rispetto al furto.

Per rispondere alle istanze degli odierni appellanti i giudici della Corte di Cassazione riassumono in poche battute il fulcro della distinzione tra gli art 110 e 116 cp. La responsabilità del compartecipe per il fatto piu grave rispetto a quello concordato integra, infatti il concorso ordinario, (110 cp) se il compartecipe ha previsto e accettato il rischio di commissione del delitto diverso e piu grave, mentre configura l’ipotesi del concorso “anomalo” (116 cp) nel caso in cui l’agente, pur non avendo in concreto previsto il fatto piu grave, avrebbe potuto rappresentarselo come sviluppo logicamente prevedibile dell’azione convenuta facendo uso, in relazione a tutte le circostanze del caso concreto, della dovuta diligenza.

Anche nella sentenza della Corte di Appello, oggetto del ricorso in esame, i giudici avevano affermato la penale responsabilità dell’imputato ai sensi del 110cp in quanto “costituisce pur sempre logico e prevedibile sviluppo del furto programmato e, di conseguenza, è ampiamente prevedibile da parte dei correi che quello che compie materialmente l’impossessamento del danaro possa dover fronteggiare o reprimere il tentativo di recupero”.

Per la sentenza in commento queste valutazioni sono esenti da qualsiasi vizio logico e giuridico e vanno dunque confermate.

Quanto alla contestazione circa la ipotizzabilità dell’aggravante della presenza di piu persone riunite la Corte richiama il celebre e recente precedente delle Sezioni Unite 21837/2012 in tema di estorsione. Da quella sentenza si ricava che per configurare tale aggravante è necessaria la presenza simultanea di non meno di due persone nel luogo ed al momento della realizzazione della violenza o della minaccia.

Applicando tali principi al caso di specie, non possono essere accolte le istanze difensive proposte dagli appellanti. Queste infatti si basavano sulla circostanze che, al momento delle minacce, il complice si trovava “qualche passo piu avanti e di spalle”.

Tale ricostruzione è smentita radicalmente. Per i giudici della Cassazione la minaccia era avvenuta quando la parte offesa aveva già ampiamente percepito la presenza contemporanea di due persone in fuga dopo l’impossessamento e quindi il fatto che si trovasse pochi passi avanti non esclude che i due si trovassero nello stesso contesto di luogo e tempo e che la vittima si fosse ampiamente rappresentata la possibilità che in presenza di una propria ulteriore resistenza, l’altro correo potesse tornare indietro a dare manforte al compagno.

 

cassazione n 9906 del 2016