Concorso Banca d’Italia: cade il limite del 105/110?

Il decreto presidenziale del Tar Lazio, del 16 dicembre 2015, rappresenta un importante punto di svolta in tema di requisiti per i concorsi pubblici ed in particolare per il concorso della Banca d’Italia.

I concorsi per la Banca d’Italia sono da sempre caratterizzati da stringenti requisiti di ammissione tra cui spicca il limite minimo del voto di laurea fissato nel 105/110, requisito che non consente a moltissimi aspiranti di partecipare alla selezione.

Anche il recentissimo bando di concorso propedeutico all’assunzione di 65 coadiutori, prevedeva tale limite e proprio da tale procedura ha preso avvio l’istanza cautelare in parola.

Per i ricorrenti il limite del punteggio minimo di laurea è una previsione che mortifica il favor partecipationis e, piu nello specifico, si pone in contrasto con quanto recentemente previsto dalla legge delega n. 124/2015 che elimina il voto minimo di laurea tra i requisiti individuabili per l’accesso alle selezioni indette dalla Pubblica Amministrazione (art 17 lettera d “soppressione del requisito del voto minimo di laurea per la partecipazione ai concorsi per l’accesso agli   impieghi   nelle pubbliche amministrazioni) Su tali presupposti il Presidente del Tar Lazio con il decreto presidenziale n.5673 2015 ha accolto in via cautelare ante causam l’istanza, ordinando alla Banca d’Italia di ammettere al concorso i ricorrenti. 

Se tale impostazione dovesse essere confermata si potrebbe ottenere l’effetto di una riapertura dei termini di  presentazione delle domande di partecipazione; questa volta, però, non sarà più richiesto il c.d. voto di laurea minimo. Ancora una volta il Giudice Amministrativo aderisce al principio del favor partecipationis che consente a tutti gli aspiranti concorrenti di partecipare al concorso.

 

tar lazio

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