Brevi riflessioni sul nuovo reato di traffico di organi ex art. 601-bis c.p.

Il 23 dicembre 2016 è stata pubblicata sulla G.U. la legge 11 dicembre 2016 n. 236 (qui scaricabile riforma-del-codice-penale)che introduce nell’ordinamento il nuovo delitto di traffico di organi da vivente.  

La riforma, che entrerà in vigore il 7 gennaio 2017, si inserisce nel solco tracciato da due Convenzioni del Consiglio d’Europa. La prima, risalente al 1997, è la Convenzione di Oviedo sui diritti dell’uomo e la biomedicina, la seconda, del 2014 – sottoscritta dall’Italia nel marzo 2015 -, è la Convenzione contro il traffico degli organi.

La legge 236 del 2016, che si compone di soli 4 articoli, interviene nell’ordinamento con varie modifiche.

In primo luogo la riforma introduce nel codice penale l’art. 601-bis rubricato “traffico di organi prelevati da persona vivente”. Tale norma, al comma I, stigmatizza tutte le condotte che realizzano un trattamento illecito di organi umani, ovverosia quelle poste in essere in violazione della disciplina del trapianto di organi e tessuti dagli esseri umani (L. 91/99). In particolare, è punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da 50.000 a 300.000 euro “chiunque, illecitamente, commercia, vende, acquista ovvero, in qualsiasi modo e a qualsiasi titolo, procura o tratta organi o parti di organi prelevati da persona vivente”. Laddove l’autore del delitto esercitasse una professione sanitaria, oltre alla pena principale sarà comminata quella accessoria dell’interdizione perpetua dall’esercizio della professione.

L’art. 601-bis, co. II, c.p., invece, sanziona il c.d. turismo dei trapianti, ricomprendendosi in tale nozione qualsiasi attività volta ad organizzare, propagandare, pubblicizzare e diffondere viaggi finalizzati al traffico di organi o parti degli stessi.

La riforma interviene, inoltre, in chiave di coordinamento sistematico, sulla L.91/99 (disciplina dei prelievi e dei trapianti di organi) nonché sulla L. 458/67 (disciplina del trapianto di rene tra persone viventi).

L’art. 3 L. 236/2016 modifica l’art. 22 bis, comma I, L.91/99 (mediazione a scopo di lucro nella donazione di organi) aggravando la pena massima comminabile da 6 a 8 anni, nonché abroga il comma II in tema di propaganda di offerta di trapianto di organi. Le condotte precedentemente ascrivibili all’art. 22-bis, co. II, L. 91/99 sono sussunte nell’art. 601-bis, co. II, c.p.

L’art. 4 L. 236/2016, invece, abroga l’art. 7 L. 458/1967. Tale norma sanziona la condotta di mediazione con scopo di lucro nelle donazioni di rene. Siffatto delitto sarà ricondotto nell’alveo del più generale art. 22-bis L. 91/99 con conseguente incremento delle pene comminabili.

L’ultima modifica della novella attiene all’introduzione nel corpo dell’art. 416 c.p. dei reati di traffico di organi prelevati da persone viventi (art.601-bis c.p.), di traffico di organi provenienti da cadavere (art. 22 L. 91/99) nonché di mediazione a scopo di lucro nella donazione di organi da vivente (art. 22-bis L. 91/99) tra quelli che comportano un aggravamento della pena.