Autoriciclaggio e diritto intertemporale

La sentenza della Corte di Cassazione 3691/2016 (scarica qui la sentenza esplicata nei passaggi fondamentali corte-di-cassazione-3691-del-2016) risolve le problematiche di diritto intertemporale poste dall’introduzione del reato di autoriciclaggio ex art. art. 648 ter-1 c.p.

Il casus decisus attiene all’imputazione di tentativo di autoriciclaggio ai danni di un soggetto fermato al confine con la Svizzera in data 8/7/2015 in possesso di € 240.000,00, due telefoni cellulari e un navigatore nascosti nel doppio fondo ricavato nel cruscotto della sua auto. L’imputato impugna l’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Como sostenendo che l’art. 648 ter-1 c.p. non si applichi al caso di specie, dacché il reato presupposto di cui all’art. 4 d.lgs. 74/2000 era stato posto in essere prima dell’entrata in vigore della nuova fattispecie di reato.

Il reato di autociclaggio è stato introdotto nel sistema del codice penale con la L. 186/2014. La nuova fattispecie di illecito sanziona quelle condotte, poste in essere dopo l’1/01/2015 (data di entrata in vigore della normativa), con cui l’agente perseguendo l’obiettivo di occultare i proventi del reato, li impiega, trasferisce o sostituisce in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative.

L’elemento di discrimine, come affermato dal Collegio nella sentenza esaminata, è il momento in cui viene posta in essere la condotta materiale che integra la condotta di autoriciclaggio. In particolare, contravvenendo a quanto sostenuto dal ricorrente, la Corte di Cassazione puntualizza che la circostanza che il reato presupposto (nel caso di specie dichiarazione infedele ex art. 4 d.lgs. 74/2000) sia stato realizzato in un momento antecedente rispetto alla data di entrata in vigore della nuova fattispecie di illecito non assume rilievo.

E’ la condotta materiale di autoriciclaggio che deve essere successiva all’1/01/2015, non il reato presupposto.

Per l’effetto non integra una violazione del principio di irretroattività della legge penale ex art. 2 c.p. l’eventuale condanna per autoriciclaggio relativa a condotte in cui solo il reato presupposto sia stato commesso antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge 186/2014.

In applicazione di tali principi la Corte di Cassazione rigetta il ricorso dell’imputato.

Avv. Assunta Roberta Esposito