Assenza dell’imputato ed elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio: la questione al vaglio della Corte Costituzionale

Si segnala che il Tribunale di Asti con l’ordinanza del 10 novembre 2015 ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli artt. 161 comma 1 e 163 c.p.p. nella parte in cui non prevedono la notifica personale dell’atto introduttivo del giudizio penale quantomeno nell’ipotesi di elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio.
Ebbene l’art. 420bis co2 c.p.p., a seguito della modifica apportata con la legge 67/2014, indicando le figure sintomatiche di una conoscenza procedimentale da parte dell’indagato afferma: «salvo quanto previsto dall’art. 420-ter, il giudice procede altresì in assenza dell’imputato che nel corso del procedimento abbia dichiarato o eletto domicilio ovvero sia stato arrestato, fermato o sottoposto a misura cautelare ovvero abbia nominato un difensore di fiducia, nonché nel caso in cui l’imputato assente abbia ricevuto personalmente la notificazione dell’avviso dell’udienza ovvero risulti comunque con certezza che lo stesso è a conoscenza del procedimento o si è volontariamente sottratto alla conoscenza del procedimento o di atti del medesimo».
Oggetto di attenzione nel caso in esame è stata l’espressione «imputato che abbia dichiarato o eletto domicilio nel corso del procedimento», espressione direttamente collegata all’art. 161 c.p.p. nell’ambito del quale occorre distinguere due ipotesi altamente problematiche e frequentissime nella prassi giudiziaria che sembrano rientrare in tale disposizione, consentendo il prosieguo del processo in absentia in condizioni ritenute dal giudice convenzionalmente critiche.
In particolare rientra tra queste situazioni problematiche quella dell’elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio nominato dalla polizia giudiziaria all’atto del primo intervento della persona sottoposta ad indagini.
Si legge nell’ordinanza in esame che «nella fenomenologia giudiziaria l’elezione di domicilio ai fini della notificazione ex art. 161 c.p.p. è atto che ha luogo, nella totalità dei casi, in un momento di gran lunga antecedente rispetto all’inizio del processo; processo sovente tenuto a distanza di anni e talora dinanzi ad autorità giudiziaria diversa rispetto a quella inizialmente titolare del processo.
Il legislatore del 2014 ha riconnesso alla elezione di domicilio tout court l’idoneità a legittimare il prosieguo del successivo, instaurando, processo ritenendola sintomatica di una conoscenza procedimentale rilevante. Tuttavia, l’espressione “che abbia eletto domicilio” è formula generica, comprensiva di tutte le ipotesi sottostanti l’istituto della elezione di domicilio».
Nello specifico si prospetta una violazione dell’art. 3 Cost. in punto di ragionevolezza, laddove l’art. 420 bis comma 2 c.p.p. appare accomunare, sotto il profilo del valore processuale, fattispecie tra loro assai eterogenee, alcune delle quali comportano una conoscenza personale e diretta dell’avviso di udienza, altre invece, come quella della fattispecie in esame, recano l’eventualità di una conoscenza del processo del tutto legale e fittizia.
Vi sarebbe poi la violazione dell’art. 6 CEDU in base all’interpretazione che la stessa Corte ha dato di tale articolo, quale perno logico del diritto dell’imputato alla partecipazione al processo, non tanto avendo contezza degli accertamenti e/o indagini di polizia giudiziaria quanto piuttosto avendo la cognizione più concreta ed effettiva possibile del momento e del luogo del processo (diritto ad essere informato sancito anche dall’art. 111 della Costituzione).
Senza considerare, infine, che tutto quanto detto va posto in relazione con l’art. 24 Cost, giacchè soltanto rispettando pienamente il diritto ad essere informato in capo all’accusato, così come discendete dagli artt. 6 CEDU, 111 Cost e 14 Patto internazionale sui diritti civili e politici, si consente allo stesso di esercitare appieno il proprio diritto di difesa.
Il Tribunale di Asti, dunque, ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale affinchè valuti la legittimità legittimità costituzionale degli artt. 161 comma 1 e 163 c.p.p. in relazione gli artt. 2, 3, 21, 24, 111, 117 Cost., 14 Patto internazionale sui diritti civili e politici e 6 Cedu, nella parte in cui non prevedono la notifica personale dell’atto introduttivo del giudizio penale quantomeno nell’ipotesi di elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio.

Tribunale di Asti 2015 q.l.c.

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