ESAME AVVOCATO: argomenti “caldi” per il parere di diritto penale

ecco gli argomenti “caldi” per il parere di diritto penale

1) Stupefacenti: rapporto tra droghe “pesanti” e droghe “leggere” alla luce della pronuncia C.Cost. 32/2014, con relativi profili intertemporali
( SS.UU. 22471/2015. Massima: Con sentenza depositata il 28 maggio 2015, le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno affermato il seguente principio: “Per i delitti previsti dall’art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, l’aumento di pena calcolato a titolo di continuazione per i reati-satellite in relazione alle così dette “droghe leggere” deve essere oggetto di specifica rivalutazione da parte dei giudici del merito, alla luce della più favorevole cornice edittale applicabile per tali violazioni, a seguito della sentenza n. 32 del 2014 della Corte costituzionale, che ha dichiarato la incostituzionalità degli artt. 4-bis e 4-vicies ter della legge 21 febbraio 2006, n. 49 (di conversione del decreto legge 30 dicembre 2005, n. 272) e ha determinato, in merito, la reviviscenza della più favorevole disciplina anteriormente vigente”.)

2) Crisi economica e cause di giustificazione
(Cass 10813/2014: Nell’ambito di un procedimento penale per il delitto di omesso versamento dell’Iva, l’imputato che intenda invocare l’esimente della crisi di liquidità deve dimostrare “che non gli sia stato altrimenti possibile reperire le risorse necessarie a consentirgli il corretto e puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo posto in essere tutte le possibili azioni, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale, atte a consentirgli di recuperare la necessaria liquidità, senza esservi riuscito per cause indipendenti dalla sua volontà e a lui non imputabili”).

3) Furto in supermercato avvenuto sotto il controllo del personale di sicurezza
( Cass SSUU 52117/2014: Il monitoraggio nella attualità della azione furtiva avviata, esercitato sia mediante la diretta osservazione della persona offesa (o dei dipendenti addetti alla sorveglianza o delle forze dell’ordine presenti in loco), sia mediante appositi apparati di rilevazione automatica del movimento della merce, e il conseguente intervento difensivo in continenti, a tutela della detenzione, impediscono la consumazione del delitto di furto, che resta allo stadio del tentativo, in quanto l’agente non ha conseguito, neppure momentaneamente, l’autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva, non ancora uscita dalla sfera di vigilanza e di controllo diretto del soggetto passivo.)

4) Diffamazione a mezzo stampa e telematicamente
( Cass. SSUU 31022/2015: 1. “La testata giornalistica telematica, in quanto assimilabile funzionalmente a quella tradizionale, rientra nel concetto ampio di “stampa” e soggiace alla normativa, di rango costituzionale e di livello ordinario, che disciplina l’attività d’informazione professionale diretta al pubblico”;
2. “Il giornale online, al pari di quello cartaceo, non può essere oggetto di sequestro preventivo, eccettuati i casi tassativamente previsti dalla legge, tra i quali non è compreso il reato di diffamazione a mezzo stampa”.)

5) Recidiva obbligatoria: ipotesi applicative
( Corte cost., 23 luglio 2015, n. 185 Il nuovo testo della norma stabilisce dunque che, riguardo ai delitti di cui alla lettera a) del comma 2 dell’art. 407 c.p.p. «l’aumento della pena per la recidiva, nei casi indicati al secondo comma, non può essere inferiore ad un terzo della pena da infliggere per il nuovo delitto». In altre parole, all’esito di un lungo processo interpretativo che, attraverso gli interventi della Consulta e della Corte di cassazione, aveva già escluso casi di recidiva obbligatoria in tutte le ipotesi diverse da quella indicata al quinto comma dell’art. 99, è stata eliminata anche l’ultima fattispecie di recidiva ad applicazione non discrezionale, con la conseguenza che, anche nell’ipotesi indicata, il giudice dovrà valutare se meriti risposta punitiva puntuale il riscontro di una accentuata colpevolezza e di una peculiare pericolosità.)

6) legittima difesa domiciliare
( Cass 28802/2014 “al momento in cui il ricorrente ha usato l’arma per sparare non vi era alcun pericolo di aggressione, posto che i malviventi si stavano allontanando rubando l’autovettura” e che “risulta evidente che l’obiettivo dei ladri in quel momento era l’autovettura e l’imputato era certamente in condizione di rendesi conto che i ladri si stavano avviando alla fuga e, in tale frangente, il pericolo di un’aggressione era del tutto ipotetico”)

7) Il fatto di lieve entità: art. 131 bis c.p.
( Cass. 44132/2015: la causa di non punibilità prevista all’art. 131 bis c.p. può applicarsi anche al reato di cui all’art. 186, comma 2, lett. b) del Codice della strada, che rientra nella categoria degli illeciti penali definiti anche attraverso la tecnica della “soglia”).

8) Il reato di maltrattamento di animali
( Cass. 17012/2015: integra il reato di maltrattamento di animali la condotta dell’agente che, esercitando in modo abusivo la caccia ed installando, in particolare, trappole illegali, provochi lesioni ad un animale).

9) tentativo di rapina impropria
( SSUU 38344/2014: Qualora la condotta furtiva riguardi una pluralità di cose di pertinenza dello stesso detentore, nel medesimo contesto temporale e spaziale, se l’agente si impossessi di alcuni dei beni, senza riuscire, per cause indipendenti dalla sua volontà, a impossessarsi degli altri, l’azione complessa, essendo progressiva, deve essere considerata unica, in quanto la parte più rilevante, già posta in essere, assorbe quella in itinere; e realizza un solo e unico reato consumato delle cose sottratte, restando escluse sia l’ipotesi del furto tentato sia quella del furto consumato in concorso con il tentativo. (Nel caso di specie, l’imputato aveva bevuto della birra mentre si trovava all’interno di un supermercato, avendo, quindi, cura di riporre il contenitore semivuoto sullo scaffale, per dissimulare la sottrazione, e poi aveva nascosto altri oggetti nella borsa; tutta l’azione delittuosa si era sviluppata sotto il costante e diretto controllo degli addetti alla sorveglianza che erano intervenuti subito dopo che l’imputato aveva superato la cassa, senza esibire e senza pagare la merce furtivamente prelevata).

10) Confisca del prezzo
( SSUU 31617/2015: “Il giudice, nel dichiarare la estinzione del reato per intervenuta prescrizione, può applicare, a norma dell’art. 240, comma 2, n. 1, c.p., la confisca del prezzo del reato e, a norma dell’art. 322-ter c.p., la confisca del prezzo o del profitto del reato sempre che si tratti di confisca diretta e vi sia stata una precedente pronuncia di condanna, rispetto alla quale il giudicio di merito permanga inalterato quanto alla sussistenza del reato, alla responsabilità dell’imputato ed alla qualificazione del bene da confiscare come profitto o prezzo del reato”).

11) Violenza sessuale senza contatto fisico
( Cass 16616/2015 è esclusa la configurabilità dell’attenuante per la sola assenza di contatti fisici, in tema di atti sessuali con minorenne compiuti mediante comunicazione telematica)

12) Scambio elettorale politico mafioso (416-ter c.p.) e modalità mafiose di procacciamento dei voti
( Cass 36382/2014: «Ai sensi del nuovo articolo 416 ter c.p. le modalità di procacciamento dei voti debbono costituire oggetto del patto di scambio politico-mafioso, in funzione dell’esigenza che il candidato possa contare sul concreto dispiegamento del potere di intimidazione proprio del sodalizio mafioso e che quest’ultimo si impegni a farvi ricorso, ove necessario».

 

 

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