abuso del diritto e cessione...

Abuso del diritto nella cessione d’azienda

Il codice civile non contiene alcuna previsione generale di divieto di esercizio del diritto in modo abusivo, ma solo specifiche disposizioni in cui viene sanzionato l’abuso con riferimento all’esercizio di determinate posizioni soggettive, da tali singole ipotesi può enuclearsi un principio generale di divieto di esercizio del diritto in modo abusivo.

Si ha abuso del diritto in tutti quei casi in cui si verifica una discrasia tra la funzione oggettiva dell’atto e la libertà di esercizio del potere, che lo configura. Ciò può accadere: o perché si registra un’alterazione del fattore causale, o perché si realizza una condotta contraria alla buona fede ovvero comunque lesiva della buona fede altrui.

Gli elementi costitutivi dell’abuso del diritto sono, secondo la giurisprudenza, tre: la titolarità di un diritto soggettivo, con possibilità di un suo utilizzo secondo una pluralità di modalità non predeterminate; l’esercizio concreto del diritto in modo rispettoso della cornice attributiva, ma censurabile rispetto ad un criterio di valutazione giuridico od extragiuridico; la verificazione, a causa di tale modalità di utilizzo, di una sproporzione ingiustificata tra il beneficio del titolare ed il sacrificio cui è costretta la controparte.

La questione processuale riguarda il caso di una cessione d’azienda ad una società quasi identica. L’operazione viene effettuata dalla cedente in costanza di una situazione debitoria verso terzi. In altre parole la debitrice, titolare di un’azienda, cede tutti i beni ad una neo costituita società; la quale presenta caratteri similari alla società dalla quale riceve i beni.

La pronuncia di seguito riportata ha ritenuto che nel caso di cessione d’azienda, ad una società di neo costituzione avente una compagine sociale quasi identica, nelle circostanze evidenziate nella parte in fatto,  costituisce abuso del diritto.

L’operazione è infatti volta ad eludere le ragioni creditorie sicchè deve rigettarsi l’opposizione a precetto ancorchè il titolo esecutivo alla base del precetto sia stato ottenuto nei confronti del soggetto giuridico cedente (e che trattandosi di cessione d’azienda e non di successione nel diritto controverso, il titolo esecutivo non può essere opposto alla cessionaria ex art. 111 co. 4 c.p.c. nè il cessionario può rispondere ex art. 2560 co. 2 c.c. atteso che il debito non risulta dai libri contabili). Il fatto in se di aver ceduto l’intero patrimonio sociale alla neo costituita società non trova altra ragione che rendere la compagine sociale cedente impermeabile alle pretese creditorie.

La pronuncia si segnala principalmente perché effettua una ricognizione dell’istituto dell’abuso del diritto, evidenziandone la struttura, gli aspetti normativi e giurisprudenziali.

Trib Reggio Emilia, cessione azienda e abuso

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